Fiorenza Rivera, la stilista fur free

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Cosa succede quando una giovane e sensibile designer decide di esprimere tutto il suo disappunto contro il massacro dei piccoli di foca? La risposta è solo una…”Kille me”, una collezione provocatoria ispirata dalla crudeltà e sofferenza che l’uomo ahimè, gratuitamente, perpetra contro animali solo per il piacere di indossare qualcosa di “esclusivo e ricercato”. Una collezione che vuole essere un omaggio verso i piccoli di foca che ogni anno, a causa della loro pelliccia, vengono trucidati senza pietà.

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Ed ecco allora che nascono soffici pellicce, naturalmente sintetiche, sporcate di sangue sovrapposte ad abiti leggeri di tessuti morbidi e pizzo. Abiti morbidi che avvolgono delicatamente i corpi delle donne che li indossano, creando un effetto sensuale, unico ed elegante. Una collezione pensata per quelle donne che amano indossare capi unici e che fanno riflettere.

Fiorenza Rivera, una giovane designer che iniziò il suo percorso studiando alla SAMS di Viganello per poi proseguire i suoi studi in fashion designer presso l’Istituto Marangoni di Milano e che ora, dopo importanti collaborazioni da stilista freelance per marchi di moda italiani e svizzeri, si  dedica a tempo pieno allo sviluppo del suo brand.

Buona fortuna Fiorenza.

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Alcune domande alla stilista per conoscerla meglio

Cosa deve possedere un designer per emergere? Un gran talento e amore per la moda, che non vuol dire saper disegnare bene o vestirsi di marca, ma bensì avere una marcia in più, essere un passo avanti agli altri ed avere l’abilità di capire prima di tutti gli altri cosa andrà bene nella prossima stagione, che tagli e colori utilizzare.

Definisci con tre parole il tuo stile. Unico, stravagante, ricercato.

Hai uno/a stilista di riferimento che ha influenzato il tuo stile? Da dove prendi spunto per le tue creazioni? Il mio stile è qualcosa di molto personale. Le mie creazioni rappresentano il mio stato d’animo. Mi faccio influenzare da ciò che mi circonda e da tempi che mi stanno a cuore. Alcune volte mi capita di prendere spunto dalla natura, dall’architettura, un dipinto o da una semplice situazione.

Come influenzano il tuo stile le tue origini e basi culturali? Nonostante abbia avuto la fortuna di viaggiare e di confrontarmi con differenti culture che mi hanno aperto la mente…..sono pur sempre svizzera e sono molto legata alla mia terra. Infatti in diverse occasioni  mi è capitato di creare d’abbigliamento per omaggiare la mia Nazione.

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Quale è per te il capo ed accessorio che una donna e un uomo, dovrebbero avere nei loro armadi?Difficile ridurre tutto ad un solo capo d’abbigliamento….. ma indubbiamente negli armadi delle donne non può mancare un bel tubino nero con manica tre/quarti a cui si può abbinare tutto.

Che consiglio daresti ai giovani che vogliono intraprendere questa professione? Sapersi reinventare, osare.

Hai mai dovuto cedere a compromessi? E se si quali? Quando si lavora per terzi, non si può fare di testa propria. Bisogna seguire le caratteristiche stilistiche del brand per il quale si lavora per portare avanti un filo logico. A volte non è facile. Si vorrebbe rivoluzionare tutto, ma purtroppo non sempre viene offerta questa possibilità.

Abbiamo potuto ammirare  le tue creazioni durante la manifestazione “Campione Fashion Week” organizzata dalla Camera Nazionale della Moda Svizzera. Ci dai un’opinione sulla serata? Una bellissima serata ed esperienza arricchita da stilisti di fama internazionali e con un ottima organizzazione da parte della Camera Nazionale della Moda Svizzera.

 

Fashion Editor: Cristina Mutterle
Photo Credits: Simone Traversari per CNMS

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