Isabella Maria Tschanz, la designer color blocking.

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<<Scoprii di essere designer nel momento in cui vidi le mie creazioni sfilare in passerella. Da li capii che designer si nasce, non si diventa>>.

Colori brillanti e luminosi. Toni accesi e sfavillanti che simboleggiano quella vitalità e creatività tipica del suo paese di origine, la Colombia, e che trasformano i suoi abiti in “iniezioni vitaminiche”. Un risultato shock che trasmette allegria.

Questo è lo stile di Maria Tschanz una designer che, nonostante le difficoltà giovanili dovute alla prematura scomparsa dei genitori,  a 16 anni ebbe l’opportunità di frequentare una scuola di sartoria e di scoprire che la moda, dopo i figli, sarebbe diventata la sua più grande passione.

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Alcune domande alla stilista per conoscerla meglio

Quali sono le difficoltà che per te uno stilista svizzero/a deve affrontare per crearsi il suo brand, e un suo spazio nel mercato? Ci sono innumerevoli difficoltà che un stilista deve affrontare per riuscire a conquistare l’immenso mercato della moda ma, secondo il  mio parere,  la più grande sfida con cui ci si deve confrontare  è quella di arrivare a quella percentuale di persone che corrispondono e che apprezzano  il tuo stille.

Cosa deve possedere un designer per emergere? Un designer per emergere deve essere dotato di talento , creatività , innovazione , inventiva , determinazione e tanto coraggio. Insomma deve possedere quelle qualità e virtù che lo aiuteranno a raggiungere gli obbiettivi prefissati.

Come influenzano il tuo stile le tue origini e basi culturali? Indubbiamente come il nostro vissuto influisce sulla formazione di carattere e personalità degli individui anche il mio stile prende spunto dalle mie origini.

Quale è per te il capo ed accessorio che una donna e un uomo, dovrebbero avere nei loro armadi? Il capo per eccellenza che non può mancare negli armadi sia da donna che da uomo è il JEANS sia per la sua indossabilità che versatilità. Agli accessori, il compito di personalizzare e arricchire un certo tipo di look.  Da quelli di moda a quelli dal sapore etnico, l’accessorio è un elemento che va assolutamente curato. L’accessorio che per me è d’obbligo rimane, soprattutto in Svizzera, l’orologio.

Il “must  have” di questa stagione e della prossima? Il “must  have ” ? Mmmhh.. visto i cambiamenti climatici direi che un giacchetto beige in seta o viscosa sia il capo più facile da indossare e abbinabile a seconda del tempo e delle esigenze. Un capo versatile alla moda ma anche sportivo. Un capo adatto a tutte le occasioni.

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Prossimi obbiettivi per il tuo brand? Al momento il mio unico e solo obbiettivo è proprio quello riuscire a creare e far conoscere agli addetti del settore  il mio brand.

Che consiglio daresti ai giovani che vogliono intraprendere questa professione? Mi sento de dire ai giovani che vogliono intraprendere questo mestiere che come prima cosa bisogna crederci. Loro devono essere consapevoli delle proprie potenzialità e capacità senza però cadere nella presunzione e arroganza. Solo  mantenendo i  propri principi e valori riusciranno a competere in questo settore.

 Hai mai dovuto cedere a compromessi? E se si quali? Avendo iniziato da poco a esercitare questa professione, non mi sono ancora trovata nella situazione di dover cedere a compromessi però…… ho la consapevolezza che  molte volte “cedere” diventi una strategia di mercato…se non un obbligo..

Abbiamo potuto ammirare  le tue creazioni durante le manifestazioni “Campione Fashion Week”e “Onda Rossa”, la organizzata dalla Camera Nazionale della Moda Svizzera e la seconda da un’agenzia di eventi italiana. Ci dai un’opinione sulle serate? Grazie all’impegno della Camera Nazionale della Moda Svizzera ho avuto, in entrambe le occasioni, l’opportunità di poter far sfilare i miei abiti insieme a quelli di  stilisti già affermati nella moda italiana. Dalla mia parte non posso far altro che ringraziarvi di cuore per la fiducia  sperando di essere stata all’altezza degli eventi e di non averi deluso le vostre aspettative.

 

Fashion Editor: Cristina Mutterle
Foto Copertina: Cesare Adinolfi
Photo Credits: Simone Traversari for CNMS

 

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